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Ristorante

I locali dell'Osteria sono tirati a «legno da calpestare ed ascoltare», a «travi di castagno e pianelle»
Piatti tipici della tradizione non rivisitati. La cucina degli anni '50
Il classico mangiare e bere alla Toscana con ricette conservate nel tempo: il crostino bagnato di brodo e vinsanto con fegato di pollo. Le bruschette nel pane di casa con l'olio nuovo ed il prosciutto Casentino col salame toscano di macelleria. E poi la ribollita con la cipolla cruda, la pappa col pomodoro e tante zuppe di verdure e legumi. La pasta è tirata a mano dalla sfoglina e trova maggior gloria nella pappardella condita col sugo di nana o di cinghiale. Al tempo della caccia la tavola si esalta con i maccheroni alla lepre. Per chi ama il brodo di gallina niente di meglio di una stracciatella d'altri tempi o di un tortellino rigorosamente chiuso a mano. E che dire dei pici? ...lo spaghettone di sola farina ed acqua nelle due classiche varianti cacio e pepe o aglione o come alternativa condito con un bel ragù saporito (ricetta dello chef Michele Franco). I risotti con verdure di stagione legati con grana padano e provola affumicata concludono la ricca carrellata dei primi piatti. I secondi piatti sono un inno alla tradizione del territorio: gli arrosti nel forno a legna in vista nel cortile. La nana, l'ocio, il coniglio, il pollo, il prosciutto di maiale serviti in un letto di patatone sbruciacchiate. I bolliti misti serviti con le salse, i sottaceti ed il purea di patate vere. Alla Corte si frigge tutto e lo si fa in padella come si tramanda mentre nel barbecue, in vista nel bel mezzo del cortile, carne alla brace a volontà. Fiorentina sei di casa! Fegatelli, trippe, salsiccia con fagioli all'uccelletto, spezzatini, cinghiale in umido e scottiglia purtroppo non lasciano spesso spazio al tiramisù, alla zuppa inglese o ai cantucci col vinsanto.

Toscana sei la regina della tavola e la Corte dell'Oca ed i suoi ospiti graditissimi te ne rendono merito!
Noi siamo La Corte
Franco Donati
Proprietario
È Lui che ha scritto la storia della Corte. Ha riportato indietro il tempo agli anni della sua gioventù (è nato negli anni '50) e con maestria mista a magia ha ricercato oggetti ormai perduti nella memoria della gente, tante vettovaglie, giochi di quel tempo che fù e nella Corte ha creato un vero e proprio museo. La Vespa del 1951 faro basso, la Lambretta datata 1953, il Galletto Guzzi, la Lancia Ardea fanno bella mostra di se. La Corte è anche gelosa custode di una collezione di bottiglie di liquore dagli anni '40 ad oggi che vanta oltre mille etichette che testimoniano la storia del liquore in Italia. Riviste di quel tempo, usanze dimenticate, costumi legati al territorio e spaccati di vita quotidiana fanno bella mostra alla Corte. Oggi va fiero della sua creatura che tutti i critici piû accreditati osannano e definiscono unica e ne danno menzione nelle più importanti riviste e guide culinarie e nei quotidiani d'Italia. Lui è il faro della Corte, sempre presente perchè chi lo conosce lo vuole presente alla Corte per fare due chiacchiere o per ricordare qualche storia di vita vissutao qualche aneddoto.
Franco Donati è, in un certo senso, l'anima della Corte

Giovanna Bertini
Cuoca
Ha la cucina nel cuore e la ama a tal punto che ne ha fatto una ragione di vita. Ama il suo lavoro e questo amore lo trasmette in tutte le sue preparazioni. Tecnica raffinata ha fatto anni di gavetta prima di approdare al servizio della Corte. Lavoratrice instancabile e sempre applicata cerca sempre la perfezione ed i continui complimenti che riceve uniti alle attestazioni di merito che la critica le manifesta, la caricano a mille.
Figlia d'arte nel campo dell'alimentazione (il babbo era il re della macellleria) ha preso le sue prime lezioni in bottega. Dopo un periodo di deviazione professionale ha reinterpretato alla grande il suo ruolo tra i fornelli. È lei la sfoglina della Corte. Era una bambina quando in ginocchio su una sedia guardava la nonna fare la sfoglia e cominciava a pasticciare. Oggi "tira la sfoglia col mattarello" e tutta la pasta all'uovo è di sua fattura. I tortellini chiusi sul dito mignolo e serviti in brodo di carne sono il piatto forte della Corte. Bravissima anche nella preparazione di dolci che prepara con fantasia ed inventiva. Voto 10 e lode!
Michele Franco
Chef
Toscano di adozione ormai da una vita ha acceso il primo fornello all'età di 13 anni. Ha esperienze di cucina regionale italiana avendo lavorato a fianco di blasonati chefs in importanti templi della ristorazione italiana. Dopo le sue fruttuose esperienze in giro per l'Italia si dedica esclusivamente alla cucina toscana che ritiene essere la più completa ed anche ambita. Chiamato al servizio della Corte dal patron Donati che aveva avuto sentore delle sue abilità culinarie, decide di sposare il progetto che Donati stà realizzando e che gli illustra e nel progetto lui si cala subito con entusiasmo sfoderando le sue doti di chef che hanno portato la Corte ad approdare nelle migliori guide del settore tra le quali l'ambita GUIDA MICHELIN. La sua stazza fisica è una garanzia e chi lo conosce sa che le porzioni che prepara per i commensalisono giganti, sono come lui. Michele è un grande chef!
Stefano Severi
Cameriere
È nato cameriere. Tutti lo cercano in sala perchè lui è accomodante, professionale e competente come difficilmente se ne trovano nei ristoranti. Si dice che anche all'asilo lui si era già calato in quella che poi è diventata la sua professione. Terminati gli studi, sotto la guida del fratello maggiore, fa la gavetta in un importante locale poco distante dalla Corte. Stefano «s'è fatto in casa» commentano i tanti ospiti della Corte che lo conoscono ormai da tanti anni ma per questo lo apprezzano perché la sua dedizione e serietà professionale lo hanno elevato a Cameriere modello e pretendono il suo servizio al tavolo. È un piacere vederlo girare tra i tavoli Affabile, cordiale, professionale è molto accomodante con tutti,ma bisogna svelare quí un segreto: se c'è da servire un tavolo di prosperose ed avvenenti ragazze Stefano si supera, da il meglio di se e non ha certamente rivali. È il numero uno!
Carmela De Simone
Cameriere
Cameriera di sala approda alla Corte dopo una lunga esperienza da barista. Questo Le ha fatto acquisire dimestichezza e sicurezza con il pubblico. Ha perfetta conoscenza dei piatti che vengono proposti alla carta e di questi conosce la sua preparazione nei particolari alla stregua del personale di cucina perchè i clienti spesso vogliono sapere. In sala non ci si improvvisa, dice Lei, perchè oggi gli ospiti sono sempre più esigenti. È Lei che addobba le sale del ristorante in tema con gli eventi. Cuoricini a San Valentino, luci ed addobbi a Natale e così via a Pasqua ed ad ogni ricorrenza. Di bell'aspetto, si muove tra i tavoli con competenza e professionalità. Arrivando alla Corte si è subito inserita nel contesto ed ha capito che lavorare in sala, a contatto col pubblico, in un locale che narra la storia d'Italia dal dopoguerra ad oggi, richiede una preparazione specifica che esula anche dal servizio di cameriera. Quà la storia va conosciuta e raccontata agli avventori che pongono continuamente domande di ogni genere e le risposte richiedono preparazione e conoscenza e Lei questo lo sa.
Ekaterina Gonchar
Promotrice d'immagine
Entra per la prima volta alla Corte come cliente per consumare una cena insieme ad altri ospiti. Si innamora della toscanità e del calore che la Corte le trasmette e le sue frequentazioni diventano così sempre più assidue, fino a quando decide di presentare la Sua candidatura alla Corte facendo conoscere, documentazione alla mano, il suo presente ed i suoi trascorsi professionali in giro per il mondo. La Toscana non è stata anni fa una scelta casuale per lei che conosce usi, costumi e consuetudini del mondo intero. Lei la Toscana la considera il paradiso del mondo e decide di viverla nella sua interezza e non come ospite. Per questo decide di vivere e respirare la Toscana, in Casentino; si stabilisce definitivamente in un piccolo paese "quattro case o giù di lì" a contatto con la natura incontaminata, ai piedi del Pratomagno. Franco Donati leggendo che Ekaterina è una disegnatrice grafica, leggendo le sue referenze professionali, leggendo che dirige artisticamente un settimanale molto importante e sapendo che il mondo va avanti ed è forse giunto il momento di curare ancor più l'immagine della Corte fuori dalla Corte, capisce immediatamente che Ekaterina potrebbe essere la persona ideale capitata per caso ma al momento giusto. Ha inizio così questa avventura, Ekaterina è fin da subito esplosiva. Le sue idee, le foto professionali, la grafica rinnovata, Instagram, Facebook, la ricerca della perfezione. Nulla è più lasciato al caso. Anche questo sito è stato prodotto da Lei. Oggi anche Ekaterina è a pieno titolo una della Corte.